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Sistemi per il monitoraggio ambientale e telecontrollo

Spedizione Ruwenzori

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Nel 1906 il Duca degli Abruzzi, Luigi Amedeo di Savoia, partì come alpinista ed esploratore, alla conquista della catena montuosa del Ruwenzori, in Uganda, al confine con il Congo. Quell'area, oggi diventata il Mountains National Park dell'Uganda, è un sito di interesse scientifico oltre che paesaggistico, infatti, contando alcune tra le più alte vette di questa zona d'Africa, come Punta Margherita a oltre 5500 metri di quota o il monte Baker a 4843m, è caratterizzata dalla presenza di numerosi ghiacciai perenni sui quali è possibile studiare alcuni effetti del surriscaldamento globale.

In particolare viene studiato il marcato regresso delle superfici dei ghiacci sulle vette del Ruwenzori e di tutti i ghiacciai tropicali, che ha dimostrato nell'ultimo secolo, come la sua massa si sia ristretta di circa il 75%.

Il fenomeno che causa la riduzione dei ghiacci in estensione e volume, è molto complesso, dipende da molteplici fattori climatici (umidità, temperatura, copertura nuvolosa, irraggiamento solare ecc) e, nel caso del Ruwenzori, assume una connotazione speciale, in quanto, ad esempio, l'escursione termica giornaliera è maggiore dell'escursione termica dovuta agli effetti stagionali nell'intero anno.

Una situazione molto più complessa dei nostri ghiacciai alpini. Sulla base di queste considerazioni i ricercatori sono convenuti alla necessità di un monitoraggio continuo dei parametri ambientali e delle variazioni del ghiaccio, realizzando una rete di stazioni in quota.
E’ così partita una spedizione, che in occasione del centenario della prima spedizione del Duca degli Abruzzi e seguendo “le sue orme”, ha effettuato una serie di rilievi e provveduto all’installazione delle stazioni glaciologiche, una delle quali era la nostra, installata ad oltre 4200 metri di quota ed alimentata a pannello solare.

Le foto di questa pagina raccontano alcuni momenti vissuti dal gruppo di tecnici della spedizione che, accompagnati dalle guardie armate del parco, hanno raggiunto in un tortuoso percorso, la postazione idonea all’installazione ed hanno messo in funzione le apparecchiature. La stazione rileva automaticamente ogni minuto i principali parametri meteorologici: temperatura, umidità, pressione, pioggia ed altezza del manto nevoso (periodo invernale).

Effettua diverse elaborazioni che vengono archiviate nella capiente memoria interna per essere poi trasmessi, insieme a quelli di altre stazioni installate dal governo ugandese, presso un centro dove i ricercatori avranno la possibilità di analizzarli.

La prima installazione riale quindi al 2006, e da allora la stazione continua ad acquisire, anzi è anche stata successivamente integrata di ulteriori sensori per la verifica di altri parametri ambientali di interesse. Un successo pe Nesa che ha potuto contribuire anche in questo caso alla ricerca per la tutela dell'ambiente, insieme al CAI italiano e all'università di Brescia nella persona del Prof. Giorgio Vassena.

Parte dell'articolo è stato liberamente tratto da"Geo Media" rivista gi geomatica n.5 del 2006 - Ruwenzori 2006
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